Visitando il nostro sito Web l'utente accetta che stiamo usando i cookie per assicurare la migliore esperienza di navigazione.

Per saperne di piu'

Approvo

FESTA LIBERAZIONEMessaggio della Giunta Comunale in occasione del 70° anniversario della Liberazione

Carissimi concittadini,

Settant'anni fa si compì la liberazione e la riunificazione della nostra Patria.

Tanti ricordi si affollano alla mente. Il cuore è ancora gonfio di pena, ma anche di orgoglio, per quelli che, anche figli della nostra terra vicolese, diedero la vita per la libertà di tutti; anche di chi li combatteva. Presero le armi per far nascere quelle istituzioni democratiche in cui oggi noi Italiani tutti ci riconosciamo.

Eredi degli ideali del Risorgimento, restituirono alla Patria l'onore e il rispetto dei popoli liberi. Uomini e donne, militari e civili, laici e religiosi, ci insegnarono a conquistare e a vivere la libertà.

Nel loro anelito di democrazia e di giustizia, nell'amor di Patria, che nell'ora della prova più difficile proruppe spontaneo nei loro cuori, si riconobbe una nuova Italia.

Un forte, indissolubile legame, unisce l'Italia del 25 aprile 1945 all'Italia che il 2 giugno 1946 partecipò, con universale entusiasmo, alle prime elezioni politiche libere dopo la dittatura. Vi presero parte, per la prima volta, anche le donne, elettrici e candidate. Gli Italiani scelsero la Repubblica. Lo spirito della Resistenza vive nel testo della Costituzione repubblicana. La memoria dei sacrifici e delle lotte della Resistenza è fondamento della nostra passione per la libertà.

Noi non dimentichiamo nessuno di coloro che furono protagonisti della lotta per la libertà di tutti gli Italiani. Non dimentichiamo la Resistenza operaia, esplosa negli scioperi di massa del marzo '43 a Torino, a Milano, a Genova e in altre città, prima della caduta della dittatura.

Non dimentichiamo la Resistenza dei militari che, dopo l'8 settembre del '43, nello smarrimento delle istituzioni, trovarono nel loro cuore le radici di un orgoglioso amor di Patria, che li spinse all'azione. Molte migliaia caddero con le armi in pugno, o vennero trucidati dai nazisti.

Non dimentichiamo i civili che, a Roma e altrove, si unirono a loro per la difesa delle loro città, o, come a Napoli, si batterono per cacciare le forze di occupazione.

 Non dimentichiamo la Resistenza delle centinaia di migliaia di militari deportati, che preferirono una durissima prigionia, che costò la vita a tanti di loro, al ritorno in Italia al servizio della dittatura.

Non dimentichiamo la Resistenza popolare, che si manifestò spontanea. Migliaia e migliaia di donne e uomini di ogni ceto, a rischio e a prezzo della loro vita, salvarono e protessero civili e militari alla macchia, ebrei minacciati dallo sterminio, soldati stranieri fuggiti dai campi di prigionia, che cercavano la salvezza. Li aiutarono a raggiungere l'Italia già liberata, accompagnandoli lungo quei sentieri della libertà che solcarono allora tutta la penisola, da Nord a Sud, di casolare in casolare, di paese in paese, di città in città. Fu una catena di silenziosa, spontanea solidarietà.

Non dimentichiamo le migliaia e migliaia di vittime delle innumerevoli, orrende stragi che insanguinarono il nostro Paese. Donne, vecchi, bambini, civili colpevoli soltanto di sostenere chi si batteva per la libertà.

Non dimentichiamo soprattutto i protagonisti della Resistenza armata, che nacque come scelta di popolo, che si organizzò in unità partigiane combattenti e dilagò nelle città, nelle pianure, nelle montagne, fino alla riconquista, nell'aprile del 1945, delle grandi città del Nord d'Italia, prima ancora della resa dell'esercito nazista.

Non dimentichiamo le unità del nostro esercito ricostituito, che combatterono con valore per l'onore della nuova Italia democratica.

Non dimentichiamo e non dimenticheremo il sacrificio dei nostri martiri Taricani, figli di Vicoli, che con alto senso civico e istinto eroico, con il loro sacrificio hanno coadiuvato alla nostra libertà.

La memoria degli eventi di settant'anni fa è un libro fatto di molte pagine, di tante storie personali e collettive, storie di individui che diedero una risposta alta e nobile alla sfida dei tempi, che seppero interpretare i valori profondi della civiltà italiana ed europea.

Essi volevano un'Italia libera per tutti, unita. Il loro ricordo non vuole alimentare divisioni, vuole insegnarci la concordia, insieme con l'amore per la Patria e l'amore per la Costituzione, fondamento delle nostre libertà. Questo è il significato profondo della solennità civile che noi celebriamo: occasioni per ricordare ai giovani i valori ispiratori di quella libertà nella quale noi abbiamo il privilegio di vivere e il dovere di custodire.

Dalla residenza municipale, addì 23 aprile 2015